Il sottoconteggio e il software EMS per ottenere i Certificati Bianchi
In Italia, solo i risparmi energetici misurati danno diritto ai Certificati Bianchi.

Questo articolo riguarda le aziende situate in Italia.
I Certificati Bianchi, o titoli di efficienza energetica, remunerano i risparmi energetici delle aziende italiane. Ogni titolo corrisponde a una tonnellata equivalente di petrolio (TEP) risparmiata. Ad aprile 2026 veniva scambiato in media a 254 euro sul mercato del GME (il Gestore dei Mercati Energetici). L'azienda deve dimostrare i propri risparmi con misure affidabili, prima e dopo gli interventi. I sottocontatori Lynx e il software Wattseeker rispondono a questo requisito.
Certificati rilasciati su risparmi misurati
Per la maggior parte dei progetti industriali, il GSE (l'ente pubblico che istruisce le richieste e certifica i risparmi) applica il cosiddetto metodo a consuntivo. I risparmi sono calcolati confrontando il consumo dopo gli interventi con un consumo di riferimento, la baseline, secondo un programma di misura approvato in anticipo.
Un progetto deve generare almeno 10 TEP nel primo anno di monitoraggio. La pratica è presentata da un'azienda dotata di un sistema di gestione dell'energia certificato ISO 50001, da una società di servizi energetici certificata o da un esperto in gestione dell'energia certificato.
Costruire la baseline con i sottocontatori Lynx
La baseline richiede almeno dodici mesi di misure precedenti al progetto, con frequenza almeno giornaliera. Il contatore generale del sito non basta. Il programma di misura deve isolare il perimetro del progetto, ad esempio un compressore o una linea di estrusione, ed escludere l'effetto delle altre azioni svolte nel sito.
Il sottocontatore elettrico Lynx-E misura ogni partenza e si installa sotto tensione, senza interrompere la produzione. I dati sono storicizzati in tempo reale, al passo del minuto, molto più fine del passo giornaliero richiesto.
Per le altre energie, il sottocontatore di fluidi Lynx+ estende la misura al gas, all'acqua o all'aria compressa. Installati un anno prima degli interventi, questi sottocontatori connessi producono la baseline richiesta dal meccanismo.
Normalizzare i consumi con Wattseeker
Il GSE confronta i consumi a parità di servizio reso. Il titolare del progetto deve quindi individuare le variabili che influenzano il consumo, come il volume prodotto o il fattore di carico, misurarle e integrarle nel calcolo. In assenza di una normalizzazione possibile, il GSE adotta un consumo di riferimento di mercato, generalmente meno favorevole.
Wattseeker aggrega i dati energetici e i dati di produzione del sito. I suoi moduli di analisi stabiliscono le correlazioni tra consumo e livello di attività, fino alle regressioni multifattoriali. Il software calcola anche i risparmi secondo l'IPMVP, il protocollo internazionale di misura e verifica delle prestazioni energetiche, che neutralizza gli effetti dell'attività o del meteo. Il modello di normalizzazione richiesto dal GSE si basa così su dati già strutturati.

Strumenti di misura conformi ai requisiti del GSE
Per l'elettricità, la documentazione del GSE richiede una classe di precisione B secondo la norma europea CEI EN 50470 sui contatori di energia elettrica, ossia un errore inferiore all'1 %, o una classe equivalente.
Il Lynx-E è conforme alla norma IEC 61557-12, che disciplina le centrali di misura industriali, conformità accertata dal Laboratoire national de métrologie et d'essais (laboratorio nazionale francese di metrologia e prove).
Rendicontare ogni anno al GSE
Dopo gli interventi, la misura prosegue con un passo almeno altrettanto fine di quello della baseline. Ogni anno il titolare del progetto trasmette al GSE un file di rendicontazione entro 120 giorni dalla fine del periodo di monitoraggio. Per ogni intervallo indica il consumo misurato, le variabili operative, la baseline ricalcolata e il risparmio ottenuto.
Wattseeker esporta tutti i dati al passo temporale scelto e genera report automatici. Il GSE può controllare il progetto per tutta la sua vita utile, fino a dieci anni. Lo storico conservato sulla piattaforma funge quindi da documentazione giustificativa in caso di ispezione.


